Lo Smartwatch ci salverà dallo Smartphone?

Per Natale ho ricevuto come regalo uno Smartwatch. Un top di gamma, come si suol dire, ovvero il Samsung Galaxy Watch S3 Frontier. Non so se l’avrei mai comprato con i miei soldi, ma da quando gli orologi intelligenti sono saliti alle luci della ribalta, sono sempre stati uno sfizio che mi sarei voluto togliere.

Come buon geek quale sono, mi sono adoperato per renderlo immediatamente funzionante, e da lì in poi non me ne sono mai staccato: se non per dormire, cucinare, fare la doccia e scrivere al computer.

Dopo qualche giorno mi sono dunque chiesto che cosa fosse cambiato nella mia vita. Non è possibile che uno strumento “smart”, non influisca sul comportamento di una persona, soprattutto una volta che entra nel quotidiano.

Secondo la teoria, uno smartwatch è in grado di svolgere le stesse mansioni di un telefono. Ma ne ha anche bisogno uno per funzionare. Un lavoro simbiotico che dà l’impressione di essere ridondante nella stragrande maggioranza delle situazioni. Oltre ad essere uno strumento che ha bisogno delle stesse cure e attenzioni riservate a un superfonino: ricarica quotidiana, ridotta resistenza agli urti e così via.

Dove sta dunque l’efficacia?

Compiendo le medesime operazioni viene il dubbio che sia un accessorio, anche nel suo utilizzo più massiccio. Non è così. Premesso che diamo per fondamentali tutte le attività che si possono svolgere con questi dispositivi, dopo un utilizzo prolungato si arriva alla conclusione che lo smartwatch è un ottimizzatore.

L’orologio filtra tutti i contenuti, li sintetizza in lapidarie notifiche, visionabili con il semplice gesto che avrebbero fatto i nostri genitori per guardare l’ora. Un lampo di informazione che fa ignorare una questione o ci chiede di approfondirla, arrivando al gesto di recuperare dalla tasca lo smartphone. Una sequenza che lima quel margine di attesa che è l’unico spiraglio di speranza verso il tempo libero. Si ottimizza anche il lavoro, scevro di eventuali disturbi che tra una notifica e l’altra, finisce immancabilmente con il mischiarsi con tutta una serie di altre attività.

Dovremmo anche considerare che solitamente hanno un’ottima estetica, ci possono accompagnare nell’attività fitness senza doversi portare dietro il telefono, ma queste sì che sono elementi veramente accessori.

Mentre lo smartphone è l’essenza del troppo. Lo smartwatch si esalta nell’essenziale, riportandoci a scegliere cosa sia degno del nostro tempo e cosa no. Perché si sa, alla fine rimane solo il tempo, e il tempo è denaro.

Alla domanda, titolo dell’articolo non sono sicuro ci sia una risposta, ma la potenza di questo strumento è ben oltre quella che sembra palesare.

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